Una delle migliori e più apprezzate tecniche di ripresa con videocamera allo stato attuale delle cose, è lo slow motion.
Sono moltissimi, se non tutti, gli amanti delle videocamere e delle riprese – e dunque non già soltanto i professionisti e i cosiddetti videomaker ma anche gli amatoriali, i dilettanti, gli appassionati in quanto tale – che vi potrebbero confermare questo postulato. Oggi lo slow motion è uno degli elementi cruciali attorno a cui si orienta la scelta di una videocamera.
Ma che cosa è in poche parole lo slow motion? Come funziona, e a che serve? E una volta scelto questo come elemento basilare per orientare la nostra scelta della videocamera, quali possono essere le videocamere migliori con slow motion?
Ecco alcune importanti precisazioni nel merito.
Slow motion e videocamera: tutto quel che c’è da sapere
E’ evidente che il primo elemento cruciale da cui passare per capire l’importanza strategica dello slow motion nella scelta della videocamera, è per appunto capire in parole semplici cosa sia lo slow motion. State cercando una delle videocamere migliori con slow motion e sapete cosa sia? Bene, ma è giusto chiarirlo anche ai neofiti.
Possiamo dire che
lo slow motion è la nuova ultima conquista in campo videocamere cosiddette ‘consumer’, che, insieme al 4K ha raggiunto il picco delle esigenze degli appassionati. Lo slow motion, ovvero sia registrazione rallentata, è una tecnica di registrazione e riproduzione della immagine catturata al rallentatore, ovvero sia facendo in modo che le immagini, ancorchè prese in tempo diretto e a velocità naturale, vengono registrare in modo rallentato come se si stesse parlando di quella che, nel calcio e altrove, viene comunemente chiamata moviola.
Come funziona lo slow motion e perchè piace così tanto
Qualcuno potrebbe obiettare: niente di nuovo sotto l’albero. E invece no. Perchè se è pur vero che le immagini al rallentatore e in moviola esistono da una vita, è anche vero che, in primo luogo
per riprodurle servivano delle strumentazioni in grado di farlo in un secondo momento, lavorando come in una sorta di post produzione per così dire. Se gli esperti di editing delle tv ad esempio usavano gli appositi strumenti per rallentare una immagine, anche noi, tramite un normale videoregistratore, potevamo premere l’apposito pulsante per fare andare la immagine rallentata. Ma ecco l’inghippo: quello non era slow motion. Era solo una immagine che veniva artefatta per rallentarla in quel momento, ma non restava rallentata, e una volta smesso di premere il pulsante magico, ecco che tornava a velocità normale.
Come se non bastasse poi
l’immagine rallentata in passato, per effetto di questa operazione meccanica e artificiosa, risultava sgranata, poco fluida, e sporca, per così dire. Lo slow motion fa l’esatto opposto. Ovvero l’immagine captata è naturale, pulita, fluida, e perfetta nei suoi colori e nella sua traposizione. E soprattutto, l’immagine in slow motion può restare in slow motion, ovvero voi, azionando la modalità slow motion appunto, realizzerete una riproduzione già rallentata, che non tornerà a velocità rallentata e che casomai si aggrega alle immagini in presa diretta e velocità standard per mostrare le differenze.
In poche parole:
avete mai visto che cosa succede quando riprendete un volo di uccello, o un calcio di rigore di un campione del calcio o un tiro a canestro da tre ci un cestista? A velocità naturale, vedrete il movimento nella sua proverbiale essenza: ma per gustarne appieno la bellezza, dovreste rallentarlo. E mentre prima per farlo servivano macchinari in post lavorazione, e si perdeva qualità, oggi invece con un click potreste passare allo slow motion rallentando al massimo la effettiva velocità naturale così da gustarvi ogni frame, ogni secondo, ogni frazione di movimento nella sua straordinaria essenza senza avere immagini sgranate o consunte. Bello no?
Qualità di una videocamera in slow motion
Non basta lo slow motion per avere però una cam con qualità elevata. Questa deve infatti avere delle elevate prestazioni in termini di frame rate e di alta definizione. In pratica
a fare la differenza è l’alto frame rate a aggraziarsi le simpatie degli esperti perchè più è alta la qualità di cattura e maggiore sarà il livello di qualità della immagine al rallenty. E poi, bisogna esser certi che la videocamera sia capace di registrare in HD a 240fps e magari in sistemi ULTRA HD, vale a dire il cosiddetto 4K,
Oggi esistono inoltre, va detto subito, delle videocamere destinate alla grande massa e in grado di fornire in dote il cosiddetto vero slow motion, con ben 18500 fps alla minima risoluzione (64×64) e tre diverse versioni a seconda delle esigenze.
Si tratta di una piccola videocamera che lotta alla pari con i competitor professionali che sono ovviamente nella possibilità di replicare con l’offerta a risoluzioni ben più elevate, ma in quel caso i costi sono come si riesce facilmente a capire ben più alti. Il che ci spinge a indicare una scelta di campo.
C’è chi sceglie la qualità comunque alta ma non altissima a condizioni economiche ragionevoli e chi, per mille ragioni, sia professionali che di gusto ma anche se non soprattutto di tasca, punta al massimo del massimo, al top di gamma, e vuole ciò che il mercato indica come il prodotto migliore. Non vi è una strada maestra: sono le vostre decisioni a fare le differenze.
Ad esempio vi è chi sceglie una videocamera meno costosa ma comunque capace di registrare a 840fps in VGA e giù fino ai 16500fps alla minima risoluzione (64 x 64), e che di base viene indicata anche perchè dispone di 16GB che al massimo del rate si traduce in soli 50s. Non è il top del top ma gira bene. Questa cam per slow motion nel particolare è distanziata già da quelle in grado di registrare anche in HD (1280 x 1024) e 200fps, e che comunque arrivano a 16500fps alla minima risoluzione ma in più hanno in dote uno storage interno di 32GB (100s). Per farvi una idea, di base questi mezzi parzialmente economici costano sulle sette cento euro. Dunque ancora una volta la scelta è del singolo utente in base alle sue esigenze.





